Le castagne e il loro potere

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In un capitolo di Hergàstiul – L’albero del mare – , viene citato il frutto che più di ogni altro, forse, risulta essere un miracolo vero e proprio della natura (oltre ad essere uno dei miei preferiti in assoluto).

Negli ultimi giorni, ho potuto appurare di persona la vera essenza dei castagni, situati in un posto non lontano da Pisa. Non entravo in un bosco da tanto tempo e immergermi nella natura mi ha permesso di constatare quanto di più bello ancora non siamo riusciti a soppiantare: la crescita delle piante e la loro vita che si riproduce imperterrita tra bottiglie di plastica e i resti di un picnic. 

Ecco un estratto del Capitolo 13, dove Kai scopre gli elementi essenziali per un potente incantesimo:

Kai vide che Eloise era con lei, seduta sulla riva del lago dove, qualche settimana fa si era reso conto di amarla. Cauto si avvicinò, cercando le parole giuste da dire. Non parlava più con Lizzie da giorni e neanche volgeva lo sguardo verso di lei. Si comportava come se non ci fosse e ciò irritava a morte la ragazza.
“Eloise” cominciò Kai, prendendo a raccolta i suoi modi più gentili e rispettosi. “Avrei bisogno di un libro. Potresti, ehm…farmelo avere?”
“Di che libro si tratta?” domandò lei, lo sguardo fisso su un manuale molto invecchiato.
“È…è il Libro delle Creature” rispose Kai. Il talismano al petto di Lizzie vibrò, ma nessuno se ne accorse poiché era invisibile. Lei, tuttavia, sentiva il suo peso in ogni istante e quasi sussultando si portò una mano al collo. Kai parve notarlo. “Dov’è il tuo AmorProprio?” chiese con tono autoritario. Lizzie s’infastidì: chi credeva di essere rivolgendosi con così tanta arroganza?!
“Non credo siano affari tuoi” rispose Lizzie, fissandolo con indifferenza. Aveva smesso di parlarle da giorni e non intendeva fargli credere che ne soffriva.
Lui non ribattè e si voltò nuovamente verso Eloise. “Allora?” il suo tono ritornò flebile e gentile.
La ragazza strinse la sua pietra azzurrina e formulò qualcosa sottovoce. Dal nulla, apparve un enorme armadio diviso da scompartimenti polverosi, stracarico di volumi e vecchi libri.
“Credo si trovi lì in mezzo” sospirò Eloise, come se avesse fatto chissà quanta fatica a trasportare quello scaffale da sola davanti a loro. “Divertiti a cercare! Ah, e avvertimi quando avrai finito. Devo riportarlo indietro entro stasera” ridendo, prese sottobraccio Lizzie e la trascinò via da lui. Kai la vide allontanarsi con la coda dell’occhio. Schiacciò con un dito la goccia di cristallo infilata nella sua tasca e chiuse gli occhi. Come poteva farle capire che non era quello che lui voleva? Che sciocco. Lei mai, mai avrebbe saputo che lui l’amava. Perché la voglia di vivere era più forte di quella di morire. Lasciò andare il tessuto dei suoi pantaloni e si fiondò nella ricerca del Libro delle Creature, la sola, l’unica speranza che gli rimaneva.
Quella notte stessa sarebbe partito per la ricerca dei più semplici materiali. 
Per il rito della Cancellazione occorrevano:

100 foglie verdi raccolte all’ombra di una quercia. 

Il numero 100, da sempre indicato come il numero perfetto, rimanda al tetrakys, un triangolo equilatero.
Ogni livello corrisponde ad uno dei quattro elementi considerati cosmogonici. Il primo indica il Fuoco, il secondo l’Aria, il terzo l’Acqua e il quarto la Terra.

Pensò per un’istante a Rowena, nata nel giorno 100, dall’inizio dell’anno. Per questo motivo era una Cosmogonica, capace di controllare i quattro elementi naturali. Continuò a leggere, attento:

Le foglie inoltre, devono essere verdi, per sottolineare l’attaccamento alla vita in contrasto con l’ombra che le avvolge. La quercia, da sempre l’emblema della forza, costituiva il simbolo sacro dei popoli antichi, di fronte alla quale tutte le maledizioni possono essere estirpate.

2 castagne.

Il numero 2 è il primo numero pari dopo l’1 ed è il primo numero che spezza l’Unità. Per una cometa nera nulla è più importante del Sé, unico e solitario. Le castagne sono dei frutti speciali: racchiuse nei loro gusci spinosi e protettivi, sono uno dei cibi più nutrienti che si conservano a lungo. Il dualismo dell’amore tra una cometa nera e una creatura di un’altra stirpe, è simboleggiato dal frutto contenuto nel riccio. Per quanto resistente e dura, la buccia delle castagne contiene un frutto che è poco invitante da mangiare, ma che una volta assaggiato si rivela essere nutriente e dolce. L’incontrastata natura dell’amore riflette la simbologia di questo frutto che, pur intrappolato nella sua corazza di ricci, riesce a crescere bello e sano.

36 margherite.

In questo libro non si fa riferimento al numero dei fiori in questione. Si azzardano delle ipotesi sul numero 36: il simbolo di questo numero è il tradimento, sentimento che molte volte accompagna l’Amore. È abbinato alla ricerca delle margherite per due principali motivi: le fate da sempre si accostano a questo fiore semplice, il quale cresce con facilità in una varietà di climi e ambienti che gli consentono di sopravvivere anche con poche ore di luce solare.
Anticamente le creature femmine si univano pubblicamente al loro Amato, quando gli concedevano il permesso di ornare il loro scudo con delle margherite. Altre volte questo fiore è stato maltrattato dai terrestri, al fine di interrogarlo sui sentimenti altrui. Le creature di Syumphoc, fin dalle origini odiavano strapparne i petali, ma in circostanze eguali, si ornavano il capo con gli stessi. Per codesti motivi, le margherite simboleggiano l’insicurezza dell’Amore.

Un raggio di luce solare riflesso su un fiume.

Il Sole, considerato il centro della vita, è l’alleato fondamentale per questo sortilegio. La sua luce sconfigge le tenebre e allo stesso tempo rinforza l’ordine naturale delle cose. Il destino di una cometa nera non è segnato dall’Amore: un solo riflesso di sole, riesce a rischiarare la mente della creatura affinchè sia purificata (dall’acqua del fiume) da tale emozione.

IL SOLO E UNICO MODO PER RECUPERARE TALE RAGGIO AVVIENE IN PRESENZA DI UN AMORPROPRIO.

Kai sospirò, quasi sollevato, ma al tempo stesso combattuto. Il dolore al petto cominciò a saltellare da un punto all’altro; forse, l’Amore, questa strana sensazione, cominciava ad avvertire la sua fine? Inghiottì piano la poca saliva che gli era rimasta in bocca. Ciò gli tormentava l’anima in modo sconfinato. Si prese la testa fra le mani. Anche il solo pensiero di allontanarsi da lei, lo faceva soffrire. L’aveva osservata a lungo. Era il tipico esempio di creatura che avrebbe voluto al suo fianco, se solo non l’avesse amata. Il suo sorriso s’impadroniva del cielo e i suoi modi gentili riempivano l’aria di armonia. La sua infinita dolcezza nel pronunciare gli incantesimi e la sua tenacia durante gli allenamenti, lo facevano letteralmente impazzire e fremere. Lei si era accorta che lui la osservava. Sapeva, dentro di sé, ciò che lui provava? Non l’avrebbe mai saputo. Desiderava stringerla, ma al tempo stesso sapeva che morire d’Amore sarebbe stato un disonore troppo grande per la sua famiglia. Perfino adesso, che stava combattendo contro un suo parente di sangue, percepiva quanto fosse atroce invertire l’ordine naturale delle cose. Se si fosse inavvertitamente trovato faccia a faccia con Màlcatraz per proteggere Lizzie, lei, la donna che amava, cosa avrebbe fatto? Se solo avesse ucciso suo zio, sarebbe stato per sempre privato della cosa più importante della sua vita se non addirittura di essa. Al tempo stesso, se avesse continuato ad amare Lizzie, sarebbe morto. Si accorse di non avere via d’uscita e cominciò a sudare freddo. Si asciugò la fronte e la bocca, cercando di concentrarsi sulla lettura finale del rito.

Un capello dell’Amata, per identificarne la vera natura.

Una ciglia dell’Amata, affinché i suoi occhi non rivelino Amore.

Un bacio.

 

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